VOLONTARIATO E BENI CULTURALI…COSI’ FACENDO PERDIAMO LA SOLIDARIETA’!

11 Apr 2014 | Sotto News | Scritto da | 0 commenti

Di Pietro Coronas

Vorrei parlare di volontariato cominciando con l’appello che l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini rivolse agli italiani in occasione del terremoto dell’Irpinia del 1980:

Voglio rivolgere anche a voi Italiane e Italiani un appello, senza retorica, che sorge dal mio cuore …,qui non c’entra la politica, qui c’entra la solidarietà umana, tutti gli Italiani e le Italiane devono sentirsi mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli colpiti da questa sciagura“…

Dal 1980 ad oggi alcune cose sono mutate, negli ultimi anni è cambiato notevolmente il concetto di volontariato. Si è passati da un volontariato occasionale, spontaneo, fortemente emotivo messo in campo durante gli stati di calamità, ad un volontariato organizzato, addestrato e autosufficiente.

Per capire l’entità di questa realtà è utile conoscere i numeri del volontariato nazionale:

  • 2.500 in Italia le organizzazioni iscritte nell’Elenco Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile

  • 1.300.000 i volontari di Protezione Civile in tutta Italia

Più è alto il livello organizzativo delle associazioni, maggiore è la loro efficacia e la loro autonomia; la capacità in caso di emergenza di creare una struttura unica e solida.

Del totale di tutti i volontari di Protezione Civile italiani:

  • 60.000 sono pronti ad intervenire nell’arco di pochi minuti

  • 300.000 sono pronti ad intervenire nell’arco di qualche ora.

Questi numeri sono sufficienti per rendersi conto di quanto il volontariato oggi sia un ruolo insostituibile. Una forza civile di tutela e protezione di ciascuna comunità, che merita non solo un pieno riconoscimento ma anche un crescente sostegno e rispetto.

Essendo personalmente quanto mai cosciente della grande efficacia del volontariato e della sua insostituibilità in certi frangenti, la mia vera preoccupazione è che le continue strumentalizzazioni, l’utilizzo improprio e le continue polemiche su questo argomento, possano provocare un allontanamento delle persone, da quello che è tra i gesti di solidarietà più nobili che l’uomo possa fare, ossia quello di donare il proprio tempo. Il rischio maggiore è che i numeri citati scompaiano.

E’ importante sottolineare che lo scopo di un’organizzazione di volontariato è quello di inserirsi e colmare quei vuoti che si creano nelle strutture pubbliche in situazioni di emergenza, laddove sia necessario intervenire con immediatezza per risolvere un problema specifico.

Questo è l’ambito in cui si muove il volontariato, questo è il motivo per cui tante persone vi si avvicinano; la possibilità di essere utili allo Stato e prima ancora ai cittadini che compongono lo Stato. Questo è il mondo cui io appartengo e dove desidererei che l’associazione di cui faccio parte cresca.

La ricchezza e la capillarità del patrimonio storico-artistico nel nostro Paese sono percepibili “a occhio nudo”, ma ciò che ancora oggi manca, è la capacità di tutelarli nel momento in cui vengono messi in pericolo. Forse ad oggi l’unica realtà organizzata in questo senso è Legambiente, che rimane la prima ed unica associazione nazionale ambientalista, dotata di una struttura di protezione civile. Dal 1997 è intervenuta in soccorso con i suoi volontari, durante e a seguito di tutte le grandi calamità che hanno colpito il Paese, portando solidarietà concreta e tempestiva, acquisendo tra l’altro specializzazioni uniche riconosciute in ambito italiano e mondiale, ossia la salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenza. Nel 2009 con oltre mille volontari Legambiente ha portato un soccorso tempestivo e concreto alla popolazione abruzzese colpita dal Sisma e ha contribuito in modo determinate alla salvaguardia del patrimonio culturale.

Credo che sia doveroso per noi restauratori conservatori, prenderci delle responsabilità in questo senso, impegnandoci ad organizzare una struttura altamente specializzata che operi in emergenza sui Beni Culturali.

Forse per alcuni è più facile lasciare ad altri questa incombenza e mettersi comodamente in finestra a criticare il loro operato. Ma io preferisco essere criticato che criticare. Penso questo anche perché credo profondamente in quello che faccio, con passione ormai da tanti anni.

Rendersi conto di tutto ciò come si può immaginare, offende profondamente, ma di certo non è motivo sufficiente per fermarsi, al contrario è un ulteriore stimolo per andare avanti con lo stesso entusiasmo e impegno che si è mosso fin’ora. Lo scopo è sempre lo stesso: dare un contributo per salvaguardare le cose migliori che l’uomo ha fatto nel corso della sua storia.

E’ significativo sapere che in Italia sono presentioltre 30 associazionidi volontariato formate da insegnanti, avvocati, architetti, pompieri, traduttori, veterinari, geologi, fotografi, dentisti, psicologi, farmacisti,medici, infermieri e informatici, agronomi e forestali. Non per questo le categorie professionali a cui questi operatori appartengono si sentono offese o minacciate nel loro ruolo, solo i restauratori, arrivati per ultimi, riescono a trovare questa attività pericolosa, così tentano di affondarla ancora prima che nasca, con sterili e dannose polemiche fondate sul nulla.

 Pietro Coronas – Socio Fondatore e membro del Consiglio Direttivo di RSF Italia Onlus

Commenti

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato




Logo_GDA
alinari
alinari
archeo
archeomatica